La discesa verso la conoscenza di Sè

Scegliersalvador-dali-galae di entrare in contatto con le parti più profonde della nostra “persona” è un impresa non facile. Richiede la capacità di lasciarsi dietro tutte quelle certezze che fanno parte del mondo esterno, i continui stimoli con i quali ci relazioniamo ogni giorno e condizionano i nostri comportamenti. Bisognerebbe abbandonarsi ad una realtà che non segue le logiche della ragione, ma fatta di stati emotivi, più o meno intensi, privi di ogni filtro difensivo. Carotenuto sosteneva che nella discesa verso l’autoconoscenza troviamo le emozioni “guide polari in grado di indicarci la strada migliore da seguire, quella più irta e travagliata, ma sicuramente più feconda per l’arricchimento e la maturazione della propria personalità”.
Bisogna dunque prendere coscienza delle sfumature emotive che colpiscono la nostra anima. Esse se adeguatamente riconosciute e ascoltate sono degli indicatori utili da seguire per meglio conoscere e scoprire aspetti della nostra personalità in precedenza sconosciuti.
L’impatto non sempre è piacevole, motivo per il quale spesso si evita di entrare in contatto, attivando meccanismi difensivi più o meno consci che creano una barriera di separazione tra il mondo esterno a noi a quello interiore.
Jung riteneva che guardare dentro se stessi permetta di ampliare la propria coscienza e indebolire il potere dell’inconscio. Per poter raggiungere questo stato è necessario però perdere l’equilibrio psichico fino a quel momento raggiunto.
La perdita di tale equilibrio corrisponde alla perdita di alcune parti dell’Io, il quale secondo Jung, rappresenta solo un aspetto della personalità, ossia quello conscio. Per poter avviare un reale cambiamento bisogna dunque sacrificare questa parte e accedere a quegli aspetti di sé che sono celati alla nostra coscienza, permettendo di acquisire un maggiore controllo su di essi.
L’acquisizione di una maggiore consapevolezza di sé e di quelle parti di cui non si era a conoscenza favorisce la riorganizzazione della personalità, permettendo di dare alle sensazioni interne un loro significato e favorendo quel processo che Jung aveva a suo tempo definito di individualizzazione.

Bibliografia:

Carotenuto A. Il tempo delle emozioni; Bompiani 2003

Jung C.G. L’Io e L’inconscio; Boringhieri 1948

Immagine:

Salvador Dalì; 1951

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